Eventi e News

Dibattito pubblico 3Generazioni

Sabato 30 Aprile 2016 - alle ore 18.00 Presso LuccaLibri - Lucca - Viale Regina Elena Margherita ( a 5 minuti dalla stazione di Lucca)  Dibattito pubblico 3Generazioni  "La via funzionale. L'unione delle generazioni per uno sviluppo sostenibile " Interverrà Felice Marra  In libreria il saggio di Felice Marra "La via funzionale. L'unione delle generazioni per uno sviluppo sostenibile" - Casa Editrice Il Saggio - Eboli 2013; Sabato 12 Aprile 2014 - incontro 3Generazioni sul tema "Gli anziani nella nostra società. Il ruolo ruolo oggi e nelle prospettive future. - ore 17.00 presso la sala della mutuo soccorso - via montauti 6 - Forte dei Marmi Interverranno: Felice Marra - Speaker 3Generazioni  Giovanna Daole . Medico geriatra territoriale ASL 12 di Viareggio;  Bruno Murzi - Associazione larena  Andrea Mazzoni - Associazione larema Domenica 10 Novembre 2013: Incontro nazionale 3generazioni  - ore 11.00/16.00 Piazza Anfiteatro Lucca Venerdì 10 Maggio 2013 "Premio Sapio per la ricerca Italiana. Quali sono gli elementi determinanti per la competitività del paese? Il convegno si svolgerà presso l'Università degli Studi di Pavia - Aula Magna - sarà presente una delegazione di 3generazioni. Per chi volesse partecipare gratuitamente inviare una mail a relazioniesterne@premiosapio.it 3Generazioni parteciperà con una delegazione al convegno formativo: " Uomo - Donna: violenza e amore nella coppia" mercoledì 24 Aprile 2013 alle ore 17.00 - sala ademollo di palazzo ducale di Lucca. L'incontro di formazione è promosso dal fondo documentazione Arturo Paoli. La partecipazione è libera. 

Programma e Aree Tematiche

I primi 18 punti dell'area 3Generazioni

1. Unione delle generazioni (giovani, adulti e anziani) per il progresso della società; 2. Promozione di una Società basata sui valori dell' Umanesimo e...

Comitato Scientifico Nazionale

 

Comunità 3G - Le tue idee

 

Aderisci e Sostieni 3G

 

3Generazioni, la via dell'umanesimo per una comunità forte, libera e solidale.

3Generazioni, la via dell'umanesimo per una comunità forte, libera e solidale. - 3GENERAZIONI - 3G

GRANDE PARTECIPAZIONE ALL' INCONTRO PUBBLICO 3GENERAZIONI 

DI SABATO 30 APRILE 2016 .

Si è parlato della necessità di un patto generazionale e di un nuovo welfare sostenibile. 3Generazioni propone una nuova via riguardo il sistema previdenziale italiano in forte crisi . Il modello 3G è promuovere la società delle persone dove tutti sono utili e funzionali in base ad una intelligenza che non finisce mai. 

 

Chiediamo il tuo sostegno per sviluppare il nuovo Umanesimo e cambiare davvero l'Italia. 

Sostieni e promuovi 3Generazioni per fondare una nuova Comunità basata sulla forza collettiva delle persone e sulla dignità della vita.

Siamo già in tanti. Se sei interessato a costituire anche tu una comunità 3G nella tua città, scrivii a: 3generazioni@gmail.com

CAMPAGNA ADESIONE SOCI 3GENERAZIONI 2016

3Generazioni avvia la campagna adesione soci 2016. Vai alla sezione aderisci e sostieni 3G compila il modulo on line e iscriviti a 3Generazioni. Sarai contattato dal nostro staff. 

 News:

Roma 14 Marzo 2016 

Rossella De Marco è la nuova coordinatrice di 3Generazioni Calabria 

Roma 27 Febbraio 2015.

 News:

ROSSELLA DE MARCO è la nuova responsabile dell'area tematica nazionale Scuola e Giovani di 3Generazioni. 

Docente in discipline giuridiche ed economiche,  Rossella De Marco è autrice del libro " Registro del Vento" ed è impegnata sulle tematiche del disagio giovanile. 

"Sono molto contenta di assumere questo importante ruolo con 3Generazioni. Imparare ad amare è il mio metodo di insegnamento per leggere oltre il visibile e motivare le aspettative dei discenti al fine di cogliere le reali capacità di ognuno" Queste le prime dichiarazioni di Rosella De Marco.

INTERVENTO DI MARIO PIERUCCI AL CONVEGNO DI FABRIANO. 

  Cari amici, 3Generazioni è una associazione di cultura politica che è nata per creare un nuovo modello di società fondata sull'unione delle generazioni. Questa drammatica crisi economica e sociale che sta mettendo a dura prova milioni di persone, non è una crisi passeggera, è invece la fine di un sistema che non è più in grado di garantire il progresso e produce nuove tasse, debito pubblico, disoccupazione e povertà. Si sente la necessità di pensare a nuovi modelli, nuovi modelli partecipativi fondati sul valore e capacità delle persone. Perché dunque 3Generazioni? Perché vogliamo riportare al centro il valore delle persone oltre ogni età anagrafica. Perché dobbiamo superare la parola vecchio è anziano e considerare le intelligenze dei saggi di terza generazione come preziose risorse per la nostra comunità. Perché dobbiamo fare dei nostri giovani la forza e il motore per il progresso e non meri soggetti passivi che devono essere assistiti e aiutati. I giovani non devono essere aiutati, ai giovani occorre dare le opportunità per potersi misurare, per riprendersi il loro futuro ed essere protagonisti. Oggi invece abbiamo uno Stato che mette in difficoltà i giovani,  che li schiaccia, e poi questo stesso Stato dovrebbe aiutarli con ammortizzatori? Ma quali ammortizzatori! Noi vogliamo dei giovani protagonisti, non ammortizzatori. Ecco perché le tre generazioni unite, giovani, adulti e saggi di terza generazione possono porre le nuova fondamenta per costruire una comunità forte, libera e solidale. Una comunità che servirebbe all'Italia per riprendere la via del progresso. Uno dei principi fondamentali di 3Generazioni è l'ul'Umanesimo. Noi puntiamo sul valore della vita a tutti i livelli. Noi pensiamo che solo attraverso l'energia delle persone possiamo sconfiggere la crisi. Su questo aspetto occorre superare il materialismo che ha portato a considerare il benessere fondato solo sul possesso delle cose, puntando anche al benessere della mente, al valore di creare e di progredire. 

Umanesimo perché la finanza e i mercati tornino ad essere al servizio di uomini e donne di buona volontà e non viceversa essere schiavi della finanza speculativa.  Umanesimo perché ogni persona ha un valore nella comunità. Umanesimo per riprenderci la dignità della vita e far finire la vergogna di far sopravvivere milioni di pensionati con 490 euro al mese dopo una vita di lavoro e di sacrifici resa con onestà e dedizione. Umanesimo perché vogliamo meno apparati, meno tasse e più vita. 

Dobbiamo continuare a mettere da parte gli anziani, considerandoli vecchi? Che brutta parola....

Dobbiamo continuare a non dare prospettive ai nostri giovani considerandoli incapaci, come qualcuno sostiene. No è stata la classe politica incapace di creare le prospettive per il  futuro dei   giovani pensando ai loro interessi a scapito degli interessi collettivi..

Viva le generazioni unite, viva l''Italia.  

Mario Pierucci ( Consigliere Nazionale 3Generazioni)

3Generazioni è un'associazione di cultura politica per lo sviluppo di un nuovo modello di società fondato sull'unione di giovani, adulti e anziani. 

Il nostro modello è la società della partecipazione dove ciascuna persona è utile, oltre ogni età anagrafica,ha un valore ed è funzionale alla Comunità.

Il nostro principio di riferimento è l'Umanesimo.

Puntiamo ad una società più giusta, con meno apparati e strutture rigide, e più valore e dignità alle persone. 

Ci interessa superare l'individualismo materiale per promuovere una nuova Comunità forte, libera e solidale.  

  

3Generazioni è presente anche su facebook, alla pagina ufficiale: 3generazioni.

e come area di discussione al gruppo ufficiale facebook: 3generazioni Italia

  

    

Felice Marra: 3Generazioni per riportare al centro il valore della comunità.

Felice Marra: 3Generazioni per riportare al centro il valore della comunità. - 3GENERAZIONI - 3G

Intervista a Felice Marra, Presidente di 3Generazioni.

 

Perchè 3Generazioni?

Riteniamo che il modello di società fondato sugli apparati sia ormai superato. In Italia c'è una società vecchia di derivazione del secolo scorso, ancora persistente, che produce tasse, debito pubblico e povertà. E' un modello non più in grado di garantire il progresso. Il mondo è completamente cambiato, oggi emergono nuovi bisogni, e noi siamo ancora con la vecchia società degli apparati, dei divieti e delle rigidità. Serve dunque più libertà, più libertà umana.

 

Su quale modello 3Generazioni, si sta impegnando?

Il modello che stiamo proponendo è fondato sull'umanesimo, sul mettere al centro il valore e le capacità  delle persone, più che gli apparati e gli status. Siamo per promuovere il valore di una comunità forte, libera e solidale che si basi su una leadership collettiva, e non più attraverso questo individualismo materiale. Pensiamo che le energie per superare questa drammatica crisi economica e sociale, dobbiamo trovarle innanzitutto nelle persone. Solo le persone, con il loro entusiasmo, con le loro capacità possono creare le condizioni per rialzarci e guardare nuovamente al progresso. La finanza e i mercati devono tornare ad essere al servizio di uomini e donne di buona volontà, e non viceversa. Vogliamo ritornare all'economia reale. Per questo tutti sono utili. Ecco, il principio cardine  di 3Generazioni è proprio quello di creare i presupposti per una società della partecipazione, dove sono utili tutti, a prescindere dall'età anagrafica.

 

Ci spieghi meglio il concetto, come unite le generazioni?

Abbiamo tantissimi uomini e donne di terza generazione, over 60 enni, che non dovremmo più neanche chiamare anziani, perchè hanno delle menti lucidissime di estrema utilità per la società della partecipazione. Uomini e donne over 6o enni che potrebbero insegnare arti e mestieri alle giovani generazioni, che potrebbero rendersi utili nei servizi pubblici di bene comune, cioè in tutti quegli ambiti dove c'è meno apporto fisico e più apporto intellettivo mentale. Sono innumerevoli risorse che non possono essere messe da parte. Ci sono tantissime persone che sopravvivono con pensioni di appena 500 euro al mese, che sarebbero ben contenti di avere delle opportunità per rendersi ancora utili, integrando anche il reddito pensionistico. D'altra parte le giovani generazioni devono essere orientate  laddove c'è necessità di forza, dinamicità, creatività, innovazione, ricerca, cioè per creare nuove imprese, per sviluppare nuove attività lavorative. Ci serve un patto, dunque, un patto tra generazioni per creare una comunità forte, libera e solidale.

 

L'Italia continua a fare fatica, la ripresa economica stenta, quali sono le vostre ricette?

Il nostro paese deve trasformarsi, come dicevamo, dalla concezione dello stato apparato pesante, che crea divieti e difficoltà, a una stato comunità che consente, che permette, che crei una serie di opportunità per fare scattare nella popolazione quella sensazione positiva di provarci, di potercela fare. Ci serve il nostro sogno italiano, perchè oggi è ancora un incubo. Dobbiamo ritornare all'economia reale, utilizzando al massimo l'innovazione tecnologica  per produrre. Dobbiamo valorizzare al massimo il made in italy, la nostra cultura, il nostro turismo in modo da creare reddito. Dobbiamo considerare l'impresa come un valore e superare la vecchia contrapposizione tra capitale e lavoro, in nome di una nuova cooperazione e collaborazione nell'interesse reciproco, perchè se un impresa va bene anche il lavoro va bene. Mi piacerebbe, ad esempio, che una parte degli utili di un impresa fossero anche ripartiti tra i lavoratori, proprio per far nascere questa sensazione di appartenenza, questa nuova comunità economica che punta al progresso. Dobbiamo superare questa vecchia Italia che prima spende energie e risorse per formare le giovani generazioni e poi se ne frega se questi non trovano lavoro o scappano all'estero. Se un giovane consegue una laurea, dopo anni di fatiche, dobbiamo far si che poi faccia un lavoro attinente a quegli studi, non è solo un problema del giovane, è un problema nostro, di tutta la comunità.   Siamo convinti che le varie soluzioni di politica economica, diciamo tradizionali, non ci porteranno fuori dalla crisi, e in effetti non hanno prodotto effetti. Qui serve un'azione collettiva umana, umana, ripeto, che abbia un terreno libero dove potersi misurare e produrre. In sintesi le nostre ricette vanno verso una maggiore libertà nel fare, in meno tasse, in meno stato apparato, per dare più valore alle capacità delle persone, tutto quello che serve per sprigionare le energie umane.       

 

Comunicato 3Generazioni

FONDAMENTALE RECUPERARE IL VALORE DELLE GENERAZIONI. L'UMANESIMO, UNICA VIA.

Roma 18 Luglio 2014

Il rapporto annuale dell'Istat sulla situazione del paese, giunto alla ventiduesima edizione, ci rileva una situazione sulla quale 3Generazioni da tempo presta una grande attenzione: il problema generazionale.

L'Istat ci dice che si vive sempre più a lungo, ma resta bassa la propensione ad avere figli. Nel 2012 la speranza di vita alla nascita è giunta a 79,6 anni per gli uomini e a 84,4 anni per le donne. Allo stesso tempo il nostro paese è caratterizato dal persistere di livelli molto bassi di fecondità, in media 1,42 figli per donne nel 2012 (media UE 1,58). Si accentua, dunque, l'invecchiamento della popolazione. La vita media in continuo aumento, da un lato, e il regime di resistente bassa fecondità, dall'altro, ci hanno fatto conquistare a più riprese, il primato di paese con il più alto indice di vecchiaia del mondo: al 1 Gennaio 2013 nella poplazione residente si contano 151,4 persone di 65 anni e oltre, ogni 100 giovani.

Questa situazione richiede da subito una politica generazionale che da un lato includa nella società questa magioranza di popolazione di terza generazione (over 60 ani) che 3Generazioni non chiama più neanche anziani, in quanto spesso sono menti lucidisime che possono apportare un grande contributo di utilità nella società della partecipazione. Dall'altra parte occorre una politica di promozione della natalità del popolo italiano, affinchè si possa ristabilire un nuovo equilibrio. Occorrono delle serie politiche di tutela e promozione della famiglia con concreti vantaggi economici, fiscali e agevolazioni per chi fa figli.

L'umanesimo, l'essere persona, la vita prima di ogni cosa è l'unica via per affrontare questa drammatica crisi economica e sociale. Passare da uno Stato strutturale e individualistico-materiale a una nuova società della partecipazione fondata sulle energie delle persone e su una nuova alleanza tra giovani, adulti e terza generazioni è il nostro modello di riferimento.

Riconosceteci come Umanesimo, perchè 3Generazioni si fonda sull'Umanesimo.

Comunicato Stampa 3Generazioni - L'unione generazione per il progresso.       

Giovanni Chiucchi: Educare insieme verso un nuovo umanesimo

Giovanni Chiucchi: Educare insieme verso un nuovo umanesimo - 3GENERAZIONI - 3G

 INTERVENTO DEL DIRETTORE NAZIONALE DI 3GENERAZIONI, GIOVANNI CHIUCCHI.

 

EDUCARE INSIEME VERSO UN NUOVO UMANESIMO

 

La crisi dominante che causa l’emergenza educativa non è dettata tanto dalla crisi economica, bensì dalla crisi dei valori e dal vuoto che si costruisce attorno alla persona che vive nella solitudine, priva della dimensione comunitaria.  Occorre per questo dare smalto  all’azione educativa che la scuola svolge regalando quell'entusiasmo  oramai perduto a causa delle difficoltà ed i tanti problemi che affiggono la scuola italiana. Il rilancio del tema dell’umanesimo, che come avvenne tra il XIV ed il XV secolo determinò una svolta epocale nel passaggio dalla cultura medievale allo studio dei classici che valorizzano i valori umani, riporta la scuola di oggi a prestare maggiore attenzione all’umano, alla persona nella sua integralità, ad un’azione educativa puntuale ed efficiente, capace di porre rimedio alle tante storture di una società liquida e frammentaria. La scuola con la “c” della cultura, che altrimenti resterebbe soltanto “suola”, ha necessità di operatori scolastici attenti e sensibili, capaci di comunicare attraverso la testimonianza ed i valori per i quali vale la pena di vivere e di scommettere. Le molteplici  “educazioni” sono infatti indirizzate a valori condivisi: cittadinanza, legalità, ambiente, pace, salute, pari opportunità, cultura di genere, integrazione e intercultura,  ma non possono restare staccate quali interventi episodici e frammentari, bensì entrare nel tessuto connettivo dei contenuti disciplinari e promuovere un vero apprendimento, capace di apportare una modifica nei comportamenti e quindi nel modo di pensare, di sentire e di agire. La cooperazione ed il dialogo educativo tra la famiglia e la scuola è quanto mai indispensabile per dare efficacia e sostegno di consolidamento all’azione educativa della  scuola.  Da questa interazione si sollecita una reale sinergia con le agenzie educative  che influiscono sull’educazione dei giovani, nativi digitali, aperti e pronti ai nuovi alfabeti della comunicazione telematica e informatica. L’azione educativa della scuola ha inoltre  una forte dimensione “comunitaria” e l’operare “insieme” e non solo “accanto” dei docenti fa la differenza e lo dimostrano i positivi frutti di una educazione efficace che lascia il segno e la memoria. La collegialità della scuola non può restare solo formale o burocratica, ma deve tendere a formare una vera “comunità educante” unita dai comuni ideali e convergente nell’azione per conseguirli. I problemi fondamentali che riguardano la condizione umana attuale e l’era dell’interdipendenza globale richiedono con urgenza una riforma che interessi contemporaneamente il nostro modo di conoscere, di pensare e di insegnare. È oggi indispensabile collocare qualsiasi riflessione o intervento sull’educazione e sulla formazione entro il quadro delle straordinarie trasformazioni che hanno cambiato radicalmente la vita dell’intero pianeta: accelerazione, globalizzazione e imprevedibilità, infatti, caratterizzano non solo la produzione, il mercato, la politica, i contesti sociali, ma anche i saperi e le conoscenze, nella loro totalità e nelle loro relazioni. Un paradosso contraddistingue le attuali istituzioni educative: esse continuano a essere organizzate secondo principi che separano i saperi e le modalità della loro trasmissione e che tendono a diffonderne un’idea statica. La tradizione di pensiero che ha ispirato la formazione, nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, ha infatti da sempre perseguito il metodo che riduce il complesso al semplice, separa ciò che è legato: un pensiero che taglia, riduce e isola. Contemporaneamente oggi i saperi proliferano e si diversificano tra loro con ritmi sempre più accelerati, ma secondo modalità che mostrano e richiedono una sempre maggiore interdipendenza tra loro. I grandi oggetti della conoscenza e i grandi problemi del nostro tempo esigono sia la coordinazione di molti punti di vista disciplinari, sia il confronto tra molteplici punti di vista culturali. Per uscire da questo paradosso, che può anche tradursi in una perdita di creatività per i saperi stessi, rischiando di paralizzare e addirittura di rendere controproducente la funzione educativa della scuola, è necessario ripensare non solo i contenuti specifici dei curricula scolastici, ma soprattutto l'organizzazione (il paradigma) delle relazioni fra questi saperi. L’obiettivo è quello di favorire sia l’acquisizione di un metodo di apprendimento (apprendere ad apprendere) sia la capacità di formulare problemi sensati. Le finalità del progetto educativo della scuola riguardano pertanto l'insegnamento della condizione umana: l'insegnamento interdisciplinare e transdisciplinare di tutto ciò che oggi è necessario per vivere il continuo incontro con la diversità dei saperi e delle culture. In tale prospettiva si delinea il progetto di un nuovo umanesimo che, legando in modo fecondo la cultura umanistica e quella scientifica, sappia promuovere forme di cittadinanza planetaria, in grado di accompagnare e connettere le tradizionali cittadinanze locali, regionali, nazionali e soprattutto sappia integrare e valorizzare le diversità umane e culturali, individuali e collettive. Un proliferare di discorsi, di interessi, di preoccupazioni investe da sempre il mondo della scuola, ma il dibattito si concentra molto spesso su questioni di fatto inessenziali, proponendo indicazioni e cambiamenti che non incidono profondamente sulle modalità del fare scuola, sugli aspetti simbolici e materiali dell’azione educativa e didattica. È tempo invece di andare al cuore del problema della formazione e dell’educazione: si tratta di proporre una riforma epistemologica dei saperi. Una riforma delle conoscenze, del pensiero e dell’insegnamento che costituisca un vero mutamento di paradigma, che investa i contenuti dei saperi, la loro organizzazione e le loro relazioni.

 

 

 

 

3GENERAZIONI: MENO APPARATI E PIU' VALORE ALLE PERSONE.

 

La vecchia Italia, fondata sugli apparati rigidi e inefficienti che produce debito pubblico, non è più in grado di garantire un welfare funzionale ai nuovi bisogni emergenti della società. Non possiamo trascurare il trend che ci aspetta nei prossimi anni che vede un aumento dell'aspettativa di vita della popolazione italiana che comporterà un aumento della domanda di servizi assistenziali. Dobbiamo dunque superare la vecchia concezione del welfare basato sulla sola concezione strutturale di apparto e promuovere nuovi modelli più partecipati che prevedano l'apporto diretto nell'erogazione dei servizi da parte dei cittadini. Oggi, attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e digitali è possibile che un nucleo intellettivo di cittadini adeguatamente formati possano erogare, in un dterminato quartiere o zona della città, servizi di pubblica utilità e servizi di welfare di prima assistenza. La terza generazione, possiede una preziosa intelligenza che non può essere messa da parte, ma può invece essere valorizzata nei servizi di bene comune e nei servizi di nuovo welfare partecipato. Le giovani generazioni, nel campo professionale, nella ricerca scientifica, devono avere maggiore libertà di azione e di cooperazione, affinchè possano contribuire in modo diretto al nuovo welfare partecipato. Se consideriamo, dunque, il concetto di valore universale del welfare, dobbiamo anche promuovere un welfare che funzioni e non sia più solo apparato, ma sostenibile anche attraverso l'unione e l'integrazione di tutte le energie che possiede una Comunità.        

 

Giuseppe Florio: Riflessioni su 3Generazioni

Giuseppe Florio: Riflessioni su 3Generazioni - 3GENERAZIONI - 3G

Giuseppe Florio: Socio fondatore di 3Generazioni e componente del Consiglio Nazionale 3G

Riflessioni su 3 Generazioni.

Perché 3 Generazioni può svolgere un ruolo di laboratorio Politico per il nostro Paese e come esempio per altri? Parto da un fattore di base: la singola persona, con un pensiero psicologico. Le 3 Generazioni sono i tre stati della Persona: il genitore per la disciplina dell’applicazione delle decisioni prese, l’adulto per la saggezza nel prendere decisioni e non perdere la visione, il bambino per la creatività di fare idee e l’incoscienza molte volte di cambiare. Se Cambia la Persona cambia il Mondo, dicono i Filosofi ed i saggi. Veniamo al concreto. L’Economia è il motore dello sviluppo perché consente alle Aziende di Produrre  e dare lavoro e consentire consumi secondo il circolo virtuoso  del mercato libero. Questo provoca anche situazioni di povertà, conflitti e uso improprio della Natura, come accade. La Politica deve essere la Saggezza che Governa questo, secondo le regole della Democrazia. Cosa è la base di una Democrazia? Prima di tutto l’Onestà, secondo la maggioranza deve Governare e l’opposizione deve facilitare nel rispetto delle regole e delle proprie posizioni, si deve accettare che nulla è perfetto e se non si inizia non si finisce mai.

Questo potrebbe essere il nostro ruolo provando a sperimentarlo partendo dall’interno secondo il principio del triangolo organizzativo dell’organizzazione ad alveare da me usato secondo il Nuovo Paradigma:

Organizzazione ad ALVEARE

Questo modello organizzativo ha due grandi vantaggi:

  • quello concettuale, dove ogni cella è un processo e prevede un gruppo con un leader e quindi introduce  il concetto di lavoro in equipe
  • quello rappresentativo, quindi non un albero, dove psicologicamente non  ci si vede in una casella

In genere la cella centrale è il CDA e le sei celle , primo giro, i sei processi tipici di ogni azienda:

  1. Amm e finanza, garantisce la liquidità
  2. Commerciale, garantisce contratti
  3. Gestione ordini, garantisce la corretta evasione
  4. Customer Service, garantisce la qualità dell’istallazione e la sua assistenza
  5. Produzione, garantisce la realizzazione del “ prodotto”
  6. 6.    Commerciale, garantisce il collegamento con il mercato

 

Le celle del giro successivo possono essere processi secondari di quello precedente.Esempio grafico:

 

Ogni cella deve avere un gruppo di minimo tre persone, un triangolo, perché Il triangolo rappresenta le tre caratteristiche fondamentali per un buon funzionamento di un sistema organizzativo:

  • Minimo numero di legami
  • Facilità di comunicazione
  • Velocità nelle decisioni.

 

Rappresenta anche la struttura minima di una organizzazione e per poter essere efficiente ed efficace e quindi  deve essere composte da tre persone che rappresentano:

ü    Creatività/immaginazione

ü    Razionalità/ordine

ü    Disciplina/costanza

 

È necessario inoltre per un buon funzionamento queste caratteristiche :

 

ü    rispetto reciproco

ü    conoscenza diffusa

ü    valori condivisi

ü    pari dignità

 

buon lavoro, pippo

 

 

Una Importante missione

(Giuseppe Florio)

22 Agosto 2014

Negli ultimi anni è aumentata la guerra tra generazioni, aumenta il debito Pubblico, aumentano le tasse, aumenta la disoccupazione giovanile. È stata creata una società di protetti e privilegiati, il costo del lavoro aumenta senza aumentare il valore aggiunto e con grandi disservizi specialmente nei servizi. Tutto questo in uno scenario che somma due situazioni: un forte calo dello sviluppo mondiale, dovuto ad una caduta di consumi, a nuovi competitors e con la globalizzazione, ed una situazione locale, che per i fatti detti all’inizio, è unica ed atipica. Perché tutto questo? La mia opinione è che non abbiamo avuto per anni, un vero stato in grado di governare e farsi rispettare in Europa, sempre considerati “l’italianetta” da usare per il suo mercato di 60.000 milioni di persone ed utile alle imprese tedesche e francesi in particolare. Abbiamo confuso l’amministrazione con la Politica. Per amministrare sono necessari tecnici onesti, per governare ci vuole una visione,  sapienza e storia. C’è un Nuovo all’orizzonte? SI! Questa è la Missione Di 3 Generazioni. Oggi abbiamo un Governo che cerca di fare Politica e Governare. 3 Generazioni può alimentare con Cultura Politica a dare una svolta anche a questo Governo.

Pippo  

 

Un programma coerente con il nuovo paradigma

(di Giuseppe Florio)

 

29 Luglio 2014

 

L'obiettivo che si pone 3Generazioni è quello di influire positivamente sull'attuale situazione politica in modo da poter dare forza all'applicazione dei seguenti 4 punti strategici:

 

1. Aggiornamento della Carta Costituzionale coerentemente con i cambiamenti oggettivi avvenuti nella società - Aspetto Politico/Istituzionale;

2. Portare a livelli standard Europei l'amministrazione della macchina pubblica per rendere credibile ai cittadini la presenza delle istituzioni e fornire agli stessi servizi efficienti ed al passo con le esigenze di qualità nate dalla nuova società telematica e tecnologicamente avanzata: porre il cittadino al centro dei processi di sviluppo amministrativo - Aspetto Politico/Amministrativo;

3.Lavorare con convunzione e consapevolezza alla costruzione di una Comunità Europea inserita in un contesto mondiale Economico Sociale di totale rispetto della parità per eliminare gli squilibri Nord/Sud e prepararsi ad un mondo senza confini. Aspetto- Politico/Economico;

4.Sviluppare attraverso la partecipazione e la cooperazione la costruzione di Nuovi Valori che, nel rispetto delle tradizioni locali, conducano ogni cittadino a scoprire le proprie potenzialità, in modo da competere tutti al miglioramento della qualità della vita con il totale utilizzo di ciò che l'uomo crea ed inventa: porre l'uomo al centro dei progressi tecnologici - Aspetto Politico/Sociale ed Umano.

Pippo Florio     

Felice Marra: La società della partecipazione per superare la crisi economica

Felice Marra: La società della partecipazione per superare la crisi economica - 3GENERAZIONI - 3G

La crisi economica e sociale cui stiamo vivendo non ha natura transitoria e ciclica, come è avvenuto più volte nel passato. E' invece la crisi di un sistema che ha ormai segnato il suo tempo e che non è più in grado di garantire benessere, tranquillità e serenità alla maggioranza della popolazione, producendo invece nuove povertà, disoccupazione, recessione economica e conflitti individuali e sociali, a volte con effetti drammatici.

Bisogna costruire l'organismo fondamentale, l'ossatura della nazione. Un organismo da rivitalizzare fatto di passione, valori, sentimenti e voglia di comunità, oggi più che mai attuale. Un organismo che per essere tale, richiede la presenza della sua linfa vitale: cioè di un nuovo pensiero politico che ponga le basi per un vero cambiamento organico nella società.

Si assiste ormai al fallimento del sistema-apparato e di tutte le rigidità che produce debito pubblico, nuove tasse e inefficienze. Oggi penso sia giunto il momento di aprire alla nuova società della partecipazione, una società che si alimenta attraverso l'apporto diretto delle sue generazioni. Una società che superi la vecchia concezione individualistica-materiale e promuova, invece, il valore dell'intelligenza, il valore della persona e la forza della comunità come leadership collettiva. Non è dunque una questione del solo ricambio generazionale. E' invece una questione di ricambio culturale, una questione di unione generazionale di giovani, adulti e anziani che insieme guardano nuovamente al progresso. In una visione funzionale della nuova società della partecipazione, ciascuno può essere utile, ciascuno può essre funzionale alla comunità. Serve, dunque, mettere insieme le cose, serve integrare le risorse, unire la dinamicità della giovane età alla saggezza della terza generazione, in nome del valore della mente, che va oltre ogni aspetto legato all'età anagrafica. Oggi tutto questo è possibile anche grazie all'innovazione tecnologica. Oggi è possibile in un ottica funzionale orientare le giovani generazioni verso le nuove attività lavorative, verso la scienza e la ricerca, verso le nuove imprese e le start-up, verso tutto ciò che è maggiormente funzionale per effetto della dinamicità e creatività delle giovani generazioni. D'altro canto, oggi, con l'utilizzo delle nuove tecnologie è possibile dare valore di utilità alle menti delle generazioni anziane, per i servizi e i settori di bene comune, dove esiste meno apporto fisico e più apporto intellettivo. Una nuova società della partecipazione dove è possibile vedere un anziano insegnare arti e mestieri ai giovani, oppure effettuare servizi demografici o anche servizi di prima assistenza. Una società della partecipazione dove ciascuno può essre utile, una società aperta alla capacità degli uomini e delle donne, una società fondata sul valore dell'umanesimo. Dobbiamo, dunque, superare questo sistema rigido che ha annientato la dignità della vita di mioni di persone, che impedisce ogni iniziativa e soffoca ogni azione, promuovende invece una società più libera, più aperta e inclusiva che favorisca la grande energia che può derivare dalle generazioni unite.

Felice Marra - Speaker 3Generazioni