Felice Marra: La società della partecipazione per superare la crisi economica

La crisi economica e sociale cui stiamo vivendo non ha natura transitoria e ciclica, come è avvenuto più volte nel passato. E’ invece la crisi di un sistema che ha ormai segnato il suo tempo e che non è più in grado di garantire benessere, tranquillità e serenità alla maggioranza della popolazione, producendo invece nuove povertà, disoccupazione, recessione economica e conflitti individuali e sociali, a volte con effetti drammatici.

Bisogna costruire l’organismo fondamentale, l’ossatura della nazione. Un organismo da rivitalizzare fatto di passione, valori, sentimenti e voglia di comunità, oggi più che mai attuale. Un organismo che per essere tale, richiede la presenza della sua linfa vitale: cioè di un nuovo pensiero politico che ponga le basi per un vero cambiamento organico nella società.

Si assiste ormai al fallimento del sistema-apparato e di tutte le rigidità che produce debito pubblico, nuove tasse e inefficienze. Oggi penso sia giunto il momento di aprire alla nuova società della partecipazione, una società che si alimenta attraverso l’apporto diretto delle sue generazioni. Una società che superi la vecchia concezione individualistica-materiale e promuova, invece, il valore dell’intelligenza, il valore della persona e la forza della comunità come leadership collettiva. Non è dunque una questione del solo ricambio generazionale. E’ invece una questione di ricambio culturale, una questione di unione generazionale di giovani, adulti e anziani che insieme guardano nuovamente al progresso. In una visione funzionale della nuova società della partecipazione, ciascuno può essere utile, ciascuno può essre funzionale alla comunità. Serve, dunque, mettere insieme le cose, serve integrare le risorse, unire la dinamicità della giovane età alla saggezza della terza generazione, in nome del valore della mente, che va oltre ogni aspetto legato all’età anagrafica. Oggi tutto questo è possibile anche grazie all’innovazione tecnologica. Oggi è possibile in un ottica funzionale orientare le giovani generazioni verso le nuove attività lavorative, verso la scienza e la ricerca, verso le nuove imprese e le start-up, verso tutto ciò che è maggiormente funzionale per effetto della dinamicità e creatività delle giovani generazioni. D’altro canto, oggi, con l’utilizzo delle nuove tecnologie è possibile dare valore di utilità alle menti delle generazioni anziane, per i servizi e i settori di bene comune, dove esiste meno apporto fisico e più apporto intellettivo. Una nuova società della partecipazione dove è possibile vedere un anziano insegnare arti e mestieri ai giovani, oppure effettuare servizi demografici o anche servizi di prima assistenza. Una società della partecipazione dove ciascuno può essre utile, una società aperta alla capacità degli uomini e delle donne, una società fondata sul valore dell’umanesimo. Dobbiamo, dunque, superare questo sistema rigido che ha annientato la dignità della vita di mioni di persone, che impedisce ogni iniziativa e soffoca ogni azione, promuovende invece una società più libera, più aperta e inclusiva che favorisca la grande energia che può derivare dalle generazioni unite.

Felice Marra – Speaker 3Generazioni

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